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Antonio Marras

Antonio Marras

Antonio Marras è sardo di Alghero, borgo di mare e vento, di porto e mura, comunità di catalani che quì hanno messo radici, secoli fa, in questo avamposto di Sardegna proprio di fronte alla Spagna, dove da sempre si incrociano popoli e culture, sassaresi in cerca del mare, contadini con i gambali, pescatori dalla pelle segnata dal sole. Antonio Marras è un sardo viaggiatore di cinquant'anni, figlio di commercianti di tessuti, diplomato alla ragioneria. Ha sempre curiosato nel negozio del padre, giocato con combinazioni di colori e materiali, studiato in silenzio le gonne e gli scialli di quelle mute, decise donne di paese che arrivavano ad Alghero a comprare buoni vestiti, per la festa e per il lavoro, roba che durasse nei decenni, resistente a usura e intemperie.

Antonio Marras è stilista dal 1987, quando viene chiamato da una ditta romana a disegnare collezioni di prêt à porter. Nel 1996 è invitato a presentare nella Capitale una collezione che porti il suo nome. Il suo linguaggio è da subito molto riconoscibile, il suo stile è artigianato rigorosissimo, cura per ogni dettaglio, per gli inserti e le sovrapposizioni di forme e colori. Il suo lavoro è carico di echi di Sardegna: l'isola come punto d'ispirazione, sempre, con la massima attenzione ad evitare qualunque caduta nel folklore. Alla prima collezione di Alta Moda ne seguiranno altre tre, lungo un percorso che continuamente si arricchisce nei contrasti: garze stramate e ricami sontuosi, orli sfilacciati e broccati rari, bruciature e applicazioni complesse, sempre con un “ligazo rubio”, un legaccio rosso, un filo di colore forte e vivo, a fare da firma a tutte le sue creazioni.

Nel marzo '99, a Milano, la prima volta del “suo” prêt à porter: la collezione, dedicata alla scrittrice Annemarie Schwarzenbach, racchiude tutti gli elementi che da quel momento in poi i suoi estimatori, n tutto il mondo, impareranno a riconoscere nei brevi eventi/spettacoli che sono le sue sfilate e nelle boutique che ospitano le creazioni Marras. Suggestioni di costumi sardi portate a confrontarsi con la contemporaneità, il vestire delle campagne come ispirazione per uno stile metro-etnico, elementi di grande ricchezza decorativa che si innestano su abiti dalle linee essenziali, mix-match di ricco e povero, maschile e femminile, decorazione e struttura, forma e funzione. E' una donna, quella vestita Antonio Marras, che si pensa forte e fiera, lo è, e non ha paura di sembrarlo: tenera e guerriera, romantica e coraggiosa: come le migranti sarde in Argentina, Eleonora Giudicessa d'Arborea, le lavoratrici delle miniere di carbone, la principessa Adelasia di Torres. Le donne di Marras portano sul loro abito storie e memorie, non soltanto preziosismi d'atelier.

In parallelo alle collezioni persiste la sperimentazione della linea “Laboratorio” e “Serie Limitata” non proprio prêt à porter, non proprio couture. Abiti realizzati a mano nella grande casa-studio-laboratorio del designer algherese, lavori che conservano il carisma dell'autenticità perché confezionati a tiratura limitata e, contemporaneamente, possono servire come punti di partenza per modelli che confluiranno nella prima linea. Nel 2003 viene invitato dal gruppo francese LVMH a diventare direttore artistico della maison Kenzo: una grande occasione, di vita e professionale, per un isolano di provincia chiamato così a esibirsi su un palcoscenico internazionale. Kenzo rimarrà compagno di viaggio di Antonio per otto anni ,sino al 2011 .

Nel febbraio 2005 apre a Mosca, in Petrovskji Passage, il primo flagship store Antonio Marras, realizzato in collaborazione con Bosco di Ciliegi. Seguono nel luglio 2006 un secondo monomarca questa volta nella sua città natale, Alghero, in un palazzo storico nel cuore della città. Nel Settembre 2007, il Bosco di Ciliegi inaugura un altro monomarca a Mosca, questa volta all'interno dello storico grande magazzino GUM sulla Piazza Rossa. A Febbraio 2008 è la volta di Milano: in Via Santo Spirito, nel cuore del quadrilatero della moda. Nel Marzo 2009 apre un nuovo monomarca in Kuwait, in collaborazione con il gruppo AL-OSTOURA.

Nel maggio 2007, con il riacquisto del 40 per cento, Antonio Marras torna ad essere possessore della totalità del marchio che porta il suo nome. Contestualmente, sigla un accordo con Interfashion, Società del Gruppo Stefanel, per la produzione e commercializzazione su licenza della seconda linea I'M ISOLA MARRAS che esordisce con la stagione A/I 2008 /2009. Non proprio una seconda linea ma piuttosto un mondo marras più immediato e decodificato. Nel gennaio 2010 Antonio Marras presenta un tris di licenze che ampliano ulteriormente il suo mondo. Le calzature, borse e foulard .

Nuova licenza anche per quanto riguarda la maglieria: la produzione è affidata a LOMA Spa, l'azienda di Reggio Emilia.

In tutti questi anni Marras farà però una scelta importantissima, sentimentale ma anche artistica: non rinuncerà a vivere dove è cresciuto, da Alghero spostandosi verso Milano e Parigi, ad Alghero sempre tornando a cercare creatività, ispirazione, materiale per il suo universo espressivo.

Antonio Marras collezione primavera estate 2013

HANNO VINTO, LE VIVIAN GIRLS!

I mostri sono sconfitti! Giganti, fantasmi, paure, debo­lezze, incertezze, pericoli fuori e dentro se stesse. Elsie è vendicata e Simonetta trionfa.

Si sposa in abito bianco. Si fa festa grande.

Dall'alba, un allegro din don di campane rimbomba e chiama tutti a raccolta. C'è qualcosa di nuovo e si re­spira un'aria dolce, un'aria di altri luoghi e altri tem­pi. Il vento dondola fiori rossi, gialli, viola, brilla sulle spine argentate. Scintilla la tavola, cristalli, platino, ar­gento, sete, fiori, torte. Tutto un po' ammassato, ma bene, con grazia e armonia. Per oggi hanno deciso: il mondo deve essere reso romantico. Poiché solo così ritroverà il suo significato originale.

Lo dice un poeta. E ha proprio ragione. Oggi è festa!

Una di loro è giovane sposa e per lei si son fatte più belle. E son tutte qui, arrivate da luoghi e tempi lon­tani, molto lontani. Daisy, Elsie, Anna, Joyce, Jenny, Catherine, Anna, Vera e poi Sailor Moon, la vispa Teresa e Andrée, Rosemonde, Albertine e Cate e Luna… Sono fanciulle in fiore, bellas mariposas, variopinte farfalle che amano i fiori e anche un po' d'ombra. Vogliono ancora giocare e si vestono a festa per dire che il mondo può cambiare, diventare solare, incantato, irreale.

Tessuti bouclè, tweed materici, damaschi di vario spes­sore e colore, rosa, bianco latte, rosa pesca, albicocca, lilla, verde acqua, tonalità pastello, colori cerimoniali, fili dorati. Giacche Chanel dimenticate da tempo, giacche militari smontate e riassemblate. Proiettano contrasti, ambivalenze, sogni, illusioni, speranze, oscurità e luce di cui è fatta la vita. Per questo giacche, spolverini, abiti, diventano doppi, diventano "altri". Dietro, cotone bianco, nero, ecrù, a motivi geometrici, floreali, pois; davanti, de­cori e ricami a mano, grandi esplosioni di fiori, rami, boc­cioli, farfalle, tempeste, incastri, cascate di perle e cristalli Swarovski. In un appassionato desiderio di vedere chiaro, di uscire dall'ombra, dal buio e andare in un orizzonte di luce, tra canti e silenzi.